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La meravigliosa biodiversità sulle sponde del Sebino un patrimonio da preservare

foto e testo di Maria Foresti


Maria Foresti, laureata in scienze biologiche presso l'Università degli Studi di Milano, nata e residente a Tavernola Bergamasca sulla riva occidentale del Sebino. Ha insegnato Matematica e Scienze alla scuola media per 43 anni, di cui 32 a Tavernola ed ha ricoperto anche il ruolo di responsabile di plesso. Oltre ad essere la presentatrice storica della Banda di Tavernola, è stata consigliere comunale con delega all'ambiente per una decina d'anni ed ha collaborato con il mensile Sebinius, ho recitato nel locale gruppo di teatro dialettale "La sfongada". Lo scorso anno ha coordinato un gruppo di ragazzi e ragazze per la consegna a domicilio di farmaci e mascherine e quest'anno lo stesso gruppo ha distribuito e raccolto le schede per il censimento dei tavernolesi che eventualmente dovrebbero essere evacuati in caso di onda anomala. Ha lavorato fino ai 65 anni di età, perciò adesso si gode un po' la vita ma restando sempre attiva, fa parte della Commissione Cultura del Comune e scrive periodicamente per il bollettino parrocchiale una rubrica semiseria che si intitola "Ai tempi".

Ama moltissimo il territorio dove vive e la natura che la circonda e si interessa alla biodiversità dei vegetali che dà la misura della varietà di specie nella biosfera ed è il risultato di lunghi processi evolutivi. Un'evoluzione che è il meccanismo che da oltre tre miliardi di anni permette alla vita di adattarsi al variare delle condizioni sulla terra e che deve continuare a operare perché questa possa ancora ospitare forme di vita in futuro.

Di seguito qualche sua pillola di geomorfologia e botanica locale.

La fragilità del nostro territorio è unita indissolubilmente alla sua bellezza e questa è tanto più sorprendente e commovente quando si fa largo in luoghi deturpati. Là dove gli strati della grande piega sinclinale di Tavernola Bergamasca cambiano orientamento, l'acqua che percola dalla roccia dà vita sul grigio calcare ad un trionfo di biodiversità: felci, muschi e fiori - simili alle margherite - ma che appartengono al genere Erigeron. I fiorellini piccoli dai petali rosati sono i gerani veri.

Due vegetali legati al tempo della mia infanzia. Il primo è l'asplenio o Asplenium trichomanes, una felce che cresce sui muri e con la quale completavamo i mazzolini di fiori campestri. Il secondo è una pianta erbacea, la celidonia o Chelydonium majus, meglio nota come "erba dei porr", perché il suo latice è efficace per eliminare le verruche, che poco alla volta si necrotizzano

e diventano nere prima di cadere.





Capelvenere, euforbie, citiso, glasto comune e cardo rosso : piccole meraviglie lungo la strada.

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