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17-18-19 gennaio 2020 Festa patronale di sant’Antonio Abate, a Marasino

I protagonisti della festa patronale di sant’Antonio Abate, a Marasino sono i ragazzi della più antica frazione di Sale Marasino e le campane della piccola chiesa che riempiranno l’aria di rintocchi festosi fino a domenica.



Sono due i campanelli che porta attaccati al bastone il sant’Antonio Abate d’epoca quattrocentesca che si può ammirare nella chiesetta a lui dedicata raffigurato, nell’iconografia tradizionale, col bastone da eremita, il maiale, il fuoco e il campanello. Molto probabilmente l’affresco, forse di Giovanni da Marone, è all’origine della stravagante usanza di Marasino.

Ogni pomeriggio della settimana che precede la festa, dalle 15 all’imbrunire, un autentico martellamento si abbatte sui tetti del borgo pedemontano e, se in vento è a favore, gioca a rimbalzello sulla superficie del lago sino a raggiungere Montisola. Sono le tre campane della chiesetta che suonano «dè alegrèså».



A scatenarle, i ragazzi del vicinato. Salgono per tre ripidissime scale nella cella campanaria, collegano i tre batacchi a un marchingegno di leve e catenelle e iniziano- le mani protette da guanti e le orecchie da tappi- a pestare coi pugni sul trespolo artigianale che dispone di tre grossi tasti di legno. Ne cavano giri di note che ricordano le filastrocche infantili.

A fianco della chiesa corre l’acciottolato dell’antica Valeriana. Lì vicino è stato innalzato un enorme tendone. Sotto, si fa festa, la sera. In programma il torneo di briscola. Sabato sera la cena e l’intrattenimento musicale. Domenica, la tombola e la merenda.

Le messe sono celebrate alle 11 e alle 19 del 17 gennaio. E la domenica, alle 15, la consueta benedizione degli animali.






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