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La peste in Val Camonica epidemie nella storia a confronto : peste, spagnola e Covid-19

Giacomo Goldaniga

Classe 1952, ex insegnante, giornalista scrittore, ha pubblicato 53 libri di vario genere. Da storico ha prediletto ricerche sulla Valle Camonica. Per la sua valle ha realizzato due musei : Museo Camillo Golgi istituito nel 2006 per il centesimo anniversario del conferimento del premio Nobel per la Medicina nel 1906. Camillo Golgi nacque a Corteno nel 1843 e il paese acquisì il nome di Corteno Golgi in suo onore. Il secondo museo è il Museo Camuno della Fotografia Storica in Villa Guidetti a Borno. E' stato inoltre Presidente della Cooperativa di Edilizia Economico Popolare che ha realizzato un villaggio residenziale in Rivadosso (Borno) per il quale ha ottenuto il Premio Italia per l'Artigianato nel 1990.


Questo è il secondo libro realizzato in collaborazione con Lino Balotti, il primo è stato "La Madona Granda" vita e tradizioni del borgo antico di Demo.


“La Peste in Val Camonica” ,230 pagine con foto inedite e con appendice di Andrea Patroni, infettivologo dell’ospedale di Esine (Brescia).


Il volume, in vendita nelle librerie al costo di 15 euro, ripercorre le analogie tra la Peste, la Spagnola e il Covid-19. Parte degli incassi della vendita del libro sarà destinata all’ospedale di Esine. E' dedicato a tutti i morti di coronavirus e al personale sanitario, medici, infermieri, forze dell’ordine e volontari impegnati in prima linea nel sostegno e aiuto alla popolazione , oltre che a Fulvio Martinucci, alpino del gruppo di Saviore dell’Adamello, deceduto prematuramente a 56 anni.

Ha inoltre ottenuto il patrocino e la prefazione da Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia; Provincia di Brescia; ATS di Sondrio; ASST di Valle Camonica; Comunità Montana di Valle Camonica; Comune di Berzo Demo e Parrocchia di San Lorenzo di Demo .


Goldaniga ci spiega: “L’idea di realizzare questo libro nasce dalla situazione contingente della pandemia da Covid 19, una peste moderna che ha messo in ginocchio l’intero pianeta. Un virus sconosciuto che ha colpito duramente le province di Bergamo e Brescia ed anche la Valle Camonica. Nel corso della ricerca ci siamo chiesti, più volte, cosa sarebbe successo se questo virus fosse comparso in epoche precedenti quando la medicina non avrebbe avuto armi per fronteggiarlo"


Tre le parti in cui è suddiviso : la prima parte comprende, cenni storici e ricerca sulle grandi pandemie. poi affronta il tema delle “guardianie”, del numero dei morti nelle varie pestilenze, con aggiunta di documenti storici dell’epoca, inclusa la fede di sanità. Sono state catalogato tutte le chiese, cappelle e santelle, con i vari lazzaretti delle comunità camune.

Nella seconda parte, si parla del santuario dei morti “miracolosi” della peste di San Valentino a Cuen di Demo, ricordandone l’origine, il cambio di intitolazione (da San Rocco a San Valentino), gli ex voto anatomici, il romitorio annesso, alcune testimonianze, la casa dei Malu a Berzo (dove si è fermata la peste) e relazione descrittiva dell’architetto Lucia Morandini, esperta d’arte.


La terza parte, grazie alla collaborazione del dottor Andrea Patroni, specialista infettivolgo, responsabile Comitato Infezioni Ospedaliere (CIO) di ASST Valle Camonica, ha un’appendice di carattere tecnico-scientifico e traccia un parallelismo tra Peste e Covid-19.

La storia della peste comprende tre grandi pandemie che hanno colpito gli umani e procurato milioni di vittime. Violenta fu la peste di Giustiniano che si diffuse da Costantinopoli a tutti i paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo nel VI secolo, la seconda è conosciuta come peste nera arrivò dall'Asia e dilagò in Europa intorno alla metà del XIV secolo per poi ripresentarsi ad intermittenza per oltre tre secoli, mentre la terza ebbe inizio in Cina durante la metà del XIX secolo. Milioni di morti in epoche in cui la popolazione dell’intero pianeta non era ai livelli di oggi. Tutto sommato, allora, grazie ai progressi della scienza confrontando i numeri dei giorni nostri Covid 19 ha avuto un effetto contenuto. E se le precedenti epidemie hanno lasciato sul territorio luoghi di culto e santelle votive sarà interessante capire cosa lasceremo in ricordo alle prossime generazioni.


Abbiamo chiesto a Galdaniga cosa accomuna queste pandemie e cosa invece le differenzia? «Situazioni del genere sono sempre molto simili, sia per come vengono subite che per la modalità con cui vengono curate, anche se ovviamente la scienza ha fatto passi avanti. Per le differenze, la Spagnola colpiva soprattutto gli adulti, mentre anziani e bambini sembravano avere una risposta immunitaria migliore al virus. Nel nostro caso è stato il contrario: la generazione più longeva è stata la prima ad essere “sacrificata”.»

Alcune immagini tratte dal libro (su gentile concessione degli autori)

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