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"Perlasca, il coraggio di dire no" a Sarnico, il 25 gennaio 2020 lo Schindler italiano a teatro

Aggiornato il: gen 4




Uno spettacolo dedicato alla giornata della memoria in collaborazione con L’Amministrazione Comunale e la Pro Loco di Sarnico

PERLASCA. IL CORAGGIO DI DIRE NO 

scritto e interpretato da Alessandro Albertin regia Michela Ottolini produzione Teatro de gli Incamminati con il patrocinio della Fondazione Giorgio Perlasca


sabato 25 gennaio 2020 in Teatro a Sarnico uno spettacolo Intenso, emozionante, commovente. Un grande artista per una storia immensa. Da non perdere!  biglietti online  https://www.ideainpiu.it/perlasca-il-coraggio-di-dire-no/ 💗

o presso INFOPOINT SARNICO via Tresanda, 1-  tel: 035/910900 orari (escluso domenica): 9 .00 -12.30 | 14.30 - 18.00

Per ulteriori informazioni Organizzazione eventi Idea in Più E info@ideainpiu.it cell: 333 9363281 - 349 5210170

Un silenzio teso e assoluto, emozione palpabile e, alla fine, occhi lucidi, scrosci di applausi e standing ovation: ogni sera.

E poi richieste di biglietti, una sequenza di “tutto esaurito”, repliche straordinarie, matinée per le scuole...


Fra gli spettacoli ospiti della scorsa stagione “Perlasca. Il coraggio di dire no.” scritto e interpretato da Alessandro Albertin e diretto da Michela Ottolini ha conquistato il pubblico al di là di ogni previsione. Tanto che si è scelto di programmare una ulteriore serie di repliche. A ragione: perché la storia dello “Schindler italiano”, così come Albertin la porta sul palcoscenico, possiede tutto ciò che da uno spettacolo si può desiderare. L’impegno della testimonianza storica, una dimensione artistica di pregio, un protagonista in stato di grazia, che interpreta e connota efficacemente – lui da solo – tutti i personaggi della storia e li colloca in un racconto nitido, scorrevole, commovente.


Siamo a Budapest nel 1944. Le SS cercano Perlasca, commerciante di carni che ha rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò: per loro è un traditore. Ma Perlasca, che in passato ha guadagnato la stima di Francisco Franco, possiede una lettera che lo invita, in caso di bisogno, a presentarsi presso una qualunque ambasciata spagnola. L’uomo coglie l’opportunità per evitare la deportazione a quante più persone possibile. Si fa chiamare Jorge Perlasca e si mette al servizio dell’ambasciatore spagnolo Sanz Briz con cui collabora finché questi è costretto a lasciare l’Ungheria. Quindi si sostituisce a lui ed in 45 giorni – in una corsa drammatica contro il tempo e la persecuzione nazista – volgendo le sue capacità comunicative di venditore in straordinarie doti diplomatiche, evita la morte ad almeno 5.200 ebrei.

Oggi la documentazione di queste gesta è patrimonio della Fondazione Perlasca, che ha sostenuto il progetto di Albertin. Finita la guerra Perlasca non si è mai rivelato, conducendo per decenni una vita nell’ombra: nel 1988, però, due ebrei che gli devono la vita lo rintracciano nella sua casa di famiglia a Padova e finalmente il suo eroismo viene reso noto al mondo. Ma anche allora mantiene il suo profilo semplice, mostrando solo il desiderio che le nuove generazioni conoscano queste storie,  per non ripetere gli stessi errori mai più .

A chi si stupiva e lo interrogava in merito al coraggio dimostrato nello sfidare da solo i nazisti, rispondeva sereno «Lei cosa avrebbe fatto al posto mio?».

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