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Rovato "CoolTour - Muri" dal 29 agosto all'8 settembre

CONTRO I MURI FISICI E MENTALI

Incontro con il pluripremiato reporter di guerra Livio Senigalliesi

ROVATO domenica 1 settembre ore 20.45 Sala della Comunità Mons. L. Zenucchini, Via Castello n.32

Spettatore diretto della caduta del Muro di Berlino, Senigalliesi ha documentato l'assedio di Sarajevo, la caduta dell'URSS, guerre e genocidi in diverse parti del mondo fino alle più drammatiche migrazioni di massa del nostro tempo. Il fotografo di testimonianza, Livio Senigalliesi, ci racconterà del Muro per eccellenza e dei tanti altri muri, fisici e non, che l'umanità di oggi continua a costruire allo scopo di dividersi. Con lui scopriremo le difficoltà e il significato del mestiere del fotografo di guerra e le istanze etiche che lo caratterizzano.

A seguire degustazione offerta dalla cantina vitivinicola Castello di Gussago.


Assistiamo impotenti alla più grande crisi umanitaria dalla Seconda Guerra Mondiale. Lo facciamo con rabbia o con rassegnazione. Il razzismo dilaga ma sono tanti gli esempi d'impegno quotidiano a favore degli ultimi. Le migrazioni sono un tragico tema del nostro presente. Secondo stime diramate da UNHCR più di 68 milioni di persone al mondo sono profughi. Sono uomini donne e bambini costretti ad abbandonare le loro case a causa di guerre, dittature, scontri etnici e religiosi, carestie e persecuzioni. Più del 40% di essi sono bambini e vederli con i tuoi occhi stringe il cuore perché potrebbero essere i tuoi figli. Hanno abiti laceri, piedi scalzi e feriti a causa delle marce forzate nei boschi che li portano dall’Asia, dall'Africa o dal Medioriente verso le porte dell’Europa. Un’Europa sorda alle loro urla, chiusa ed egoista, che costruisce nuovi Muri. Perchè il mondo aveva brindato alla caduta del Muro di Berlino e non fa una piega di fronte al Muro costruito da Israele o a quello costruito tra Serbia e Ungheria? Le United Nations tacciono e così pure le Grandi potenze che entrano in gioco solo per bombardare, dividere, dominare... E' davvero una vergogna. E poi di fronte all'arrivo di poveri profughi disperati i giornali gridano all'invasione. Basta con questi slogan, con questa bieca ipocrisia! Siamo noi occidentali che abbiamo seminato fame e morte ed ora ne raccogliamo i frutti. La comunità internazionale è colpevole per tutti i crimini compiuti ogni giorno su civili innocenti e deve organizzarne l'accoglienza. Il Sahara e il Mar Mediterraneo sono diventati un cimitero di migranti e il nostro cuore è diventato duro e insensibile al dolore degli altri. Davanti a tutto questo ho deciso di mettere a disposizione la mia esperienza per organizzare progetti didattici utili a sensibilizzare le giovani generazioni ed ho scritto un libro di memorie. Un libro duro, sconvolgente, scomodo. Ho deciso di autoprodurlo al fine di mantenere tutta la libertà di espressione e poter raccontare tutta la verità...quella che non vogliono ( o non possono) raccontare i giornali ed i media mainstream. "Memories of a war reporter" è distribuito da Blurb, una piattaforma web che mi permette di raggiungere in tutto il mondo le persone sensibili ai temi della guerra, delle migrazioni forzate e delle violazioni dei diritti umani.

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